Una delle maggiori difficoltà che incontriamo sul cammino della crescita personale, è riuscire a stare nel disagio, come ci viene indicato dalle Guide.

Il disagio (dolore, malattia …) è proprio il motivo che ci spinge innanzitutto ad intraprendere un percorso di introspezione, quando finalmente abbiamo compreso che la causa di tutto non è fuori ma dentro di noi. L’aspirazione ad una vita piena, felice, senza attriti ci spinge ad imboccare un sentiero di comprensione di tutto ciò che ostacola tale raggiungimento per poterlo superare, trasformare o eliminare. L’intento quindi muove dal disagio e mira ad eliminarlo. Se non ci fosse stato quel dolore probabilmente l’intento non sarebbe nato. Non ci saremmo accorti che certe attitudini avevano bisogno di attenzione se non ci avessero procurato dolore. Quel dolore ci permette di aprire quegli spazi per comprendere come lo abbiamo generato. Faticosamente spostiamo la responsabilità della nostra vita da fuori a dentro, per poter finalmente comprendere ciò che dobbiamo cambiare “per non dover soffrire”. Ma fino a che il nostro obiettivo rimane l’eliminazione del disagio e non l’evoluzione in sé, ci mancherà sempre la capacità di stare nel disagio. Stiamo cercando semplicemente di sostituire una strategia del sé immaturo con una più evoluta e forse più efficace che tuttavia mantiene il medesimo obiettivo: evitare di soffrire.

Tutto ciò ostacola il nostro cammino perché l’attitudine di riuscire a stare nel disagio nasconde il desiderio di uscirne, quindi non potrà offrire quei doni riservati a chi osserva pienamente questa indicazione.

Stare nel disagio significa accettare l’attuale condizione di dolore, assumerci la responsabilità riconoscendo che l’abbiamo creata noi, con le nostre attitudini negative, comprendere come e perché, fare scelte evolutive con l’intento di cambiare certe attitudini, lasciare che gli effetti delle nostre azioni si manifestino, scontandone i risultati. Durante questo (talvolta lento) processo è importante osservare anche ciò che avviene nel corpo, nella mente e in tutto il nostro sistema energetico. Dobbiamo imparare a raccogliere tutte le informazioni. Non il desiderio di uscirne alla svelta ma piuttosto di raccoglierne tutti i tesori deve prevalere, in presenza, ascolto e gratitudine.